SOLIDARIETA’ PER LA SOFFERENZA ALTRUI

Autore: stefanovai
Data di pubblicazione: 8 February 2009
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SOLIDARIETÀ PER LA SOFFERENZA ALTRUI

In questi giorni tutti noi, volenti e nolenti, stiamo assistendo al dramma di una giovane donna e della sua famiglia. Si tratta di una situazione straziante che dovrebbe indurci al rispetto della vittima e di tutti quelli che l’hanno assistita durante un calvario senza fine.
Sulle implicazioni etiche di questa vicenda tutti hanno il diritto di esprimere la loro opinione e di discuterne nel privato, ma nessuno dovrebbe permettersi comportamenti che non hanno nulla a che vedere con l’etica religiosa o laica.
Ho letto un’intervista rilasciata da un grande vecchio della politica, Andreotti, e , pur non essendo mai stato un suo ammiratore, ho colto nelle sue parole la grande saggezza e la pietas religiosa di un personaggio pubblico e politico molto legato alla chiesa ed alla sua dottrina. Si mette nei panni di Englaro e invita tutti a lasciarela decisione a lui che ne ha il diritto anche se commettesse uno sbaglio..
Altri invece si sono abbandonati a chiassose e plateali dimostrazioni arrivando addirittura ad insultare un uomo che sta sicuramente soffrendo più della figlia che, senza dubbio, ama profondamente come un buon padre sa fare.
In tutto questo marasma la politica ci mette del suo per scontrarsi con gli avversari, strumentalizzando il fatto per i soliti giochetti di potere.
Ne viene fuori un teatrino osceno e una questione di stato che assorbe energie da destinare a problemi concreti e meno filosofici.
L’unica cosa giusta non la fa nessuno: lavorare tutti insieme da destra a sinistra per formulare e approvare una buona legge che sarà sempre un compromesso come avviene per le questioni morali, ma almeno porrà un freno al ripetersi di fatti incresciosi come quelli ai quali stiamo assistendo.
Non sono un credente, ma se lo fossi cercherei di pregare Dio perché assistesse un uomo nel momento più difficile della sua vita e sicuramente anche della sua morte.
A Dio chiederei anche di far sprofondare nella più cupa disperazione quelli che stanno giocando con una tragedia in modo che possano sperimentare in proprio il dramma del dolore.
Non sono un credente e quindi non posso che biasimare e disapprovare totalmente quelli che si sono appropriati del ruolo di comparse abbagliati da registi di basso spessore o per il desiderio macabro di sentirsi protagonisri.
Negli ospedali a causa di negligenze e atti di vera delinquenza i malati che muoiono sono forse in numero maggiore di quelli che conosciamo dalla stampa e gli autori di questi omicidi raramente vengono sanzionati ed allontanati dalla loro funzione. Ci sono stati medici che hanno falsificato la cartella clinica per nascondere i propri errori e, invece di essere radiati, sono solo stati trasferiti ed uno o due per ricompensa sono stati nominati primari.
Ora chiedo a chi si sta impegnando in questa indegna lotta di spiegarmi perché non si mobilitano con lo stesso calore: sarei pronto ad unirmi a loro di qualsiasi credo politico o religioso essi siano.

Stefano _vai@hotmail.com

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