Data di pubblicazione: 8 July 2008
Votazione dei lettori:
Leggo con sconcerto su La Stampa che il Governo è pronto ad abolire la Tobin Tax! Cioè la fantaimposta di un fantaministro di un fantagoverno sta per essere abilita! Se non fosse una cosa seria saremmo al delirio.
Avevo appena postato sulla possibile revisione dei costi totali per l’abolizione dell’ici che il nostro Giulio, il nuovo divo, ha fatto marcia indietro. Ma possibile mai che questa politica e la politica economica vivano solo di effetti annuncio? Dopo l’introduzione dell’ il mercato della borsa elettrica si è surriscaldato. A dirlo è stato il Centro Studi della Confindustria che ha rilevato come questo prezioso strumento di contrattazione avesse contribuito a mantenere sostanzialmente sotto la media europea i prezzi dell’energia in Italia. Alla fine si è verificato quello che tutti gli studenti di economia sanno bene, quando viene introdotta un’imposta su una categoria di cittadini che vengono da un tributo questi tendono, se possono, a trasferire l’effetto della tassa sul consumatore finale. E vuoi che Tremonti avesse inventanto un sistema a prova di traslazione? Vuoi che non sapesse del possibile effetto a danno di chi sta già pagando integralmente il rincaro di materie prime alimentari ed energetiche? Vuoi che non sapesse che il maggior contribuente sarebbe stato l’Eni che è partecipata in larga parte dallo Stato? Ma tant’è.
Il “divo” ha colpito. Non pago della sconfessione sui costi dell’abolizione dell’ici, ha fatto marcia indietro. O, meglio, ha annunciato - per bocca altrui - di volerlo fare. Si può andare avanti così? Oppure: ha ragione Bossi, il governo è in apnea, litiga su tutto e vive di dichiarazioni. Marginali. Che annunciano e rinviano ad un futuro incerto effetti e risultati di politiche faraoniche quanto fumose. Che dire della costruzione di centrali nucleari? Che dire delle c.d. di Brunetta? Direi che siamo all’improvvisazione, l’esatto contrario di ciò che avevamo sperato in campagna elettorale e nei primi atti, da Napoli in poi.
Parlare di sconcerto mi sembra superfluo. Dire che è un governo incredibile rimanda all’idea di miracoli virtuali e di problemi reali che ci affliggono. E chi dunque impedisce di avere idee e risultati? Qualche nemico sabotatore? Che rallenta l’azione dell’esecutivo? Cosa c’è dietro questi annunci e questa approsimazione deprecabile quanto foriera di guai peggiori?
Io non credo si possa giocare con i segnali della crisi in atto. Qui non c’entrano nulla l’antiberlusconismo o le profezie di sventura che ciclicamente si abbattono sul nostro paese. Qui si tratta di prendersi e prendere in giro. Come sull’Alitalia. Con esuberi stimati da Banca Intesa superiori ad ogni previsione e con il ridimensionamento sostanziale della compagnia di bandiera che diverrebbe una low cost nostrana, con rotte interne e scarsi investimenti. Un tirare a campare. E che dire della giustizia? Anche qui non c’entra Berlusconi. Ogni volta che si annuncia si mette in programma di fare qualcosa che ha, solo per il fatto di essere annunciato, l’effetto di anticipare comportamenti e situazioni. Prenventivando costi e opportunità. Non si può riformare la macchina della giustizia ad ogni piè sospinto, tra urgenze reali (sovraffollamento carcerario) e lentezze procedurali.
Questo paese vive drammi veri risolti con annunci di falsità conclamate. E ancora: che senso ha abolire l’ici se comunque non si diminuirà la pressione fiscale complessiva e anzi entro il 2013 ci sarà un aggravio preventivato cui ci sommeranno le necessità di cassa degli enti locali prosciugati da uno stato centrale vorace e asincrono negli interventi strutturali? Possibile che basti l’annuncio di quartieri a luci rosse? Possibile che lo scempio di norme e la confusione di intenti sia peggio di un film pornografico con sfumature macabre? Il peggio del peggio si sta sommando in un’azione convulsa, con attori improbabili e comparse d’ogni fatta che possono arrivare ad essere ministri (o ministre)? Il tutto ammantato in una confezione salva Premier che divide gli animi e ritraccia un conflitto sopito tra libertari e comunisti. E siamo alla divisione reale di responsabilità e azione, la prima indefinibile la seconda paralizzata da una lentezza esasperante condita di beffe.
Ma dico: è questo il paese in cui viviamo? Sì, un paese in cui i provvedimenti economici vengono assunti da un consiglio dei ministri lampo, scaricati sulla massa dei cittadini e ritirati senza possibilità di capire. Tanto i cervelli sono in ferie e l’afa di luglio taglia reazioni e gazebo se non fosse per la tenacia di qualche che deforma i connotati del confronto e ne tra motivo per allargare il fossato di uno scontro che è sempre più duro, meno produttivo e inadeguato a mutare i rapporti di forza nel paese.
A tutto questo vorrei dire basta. Pensiamoci: se un governo abolisce le sue stesse tasse, appena introdotte e a questo non sappiamo dire > non c’è opposizione che tenga. E dovremmo gridarlo!
Da La Stampa on line:
La marcia indietro del governo:
«Ma la strategia non cambierà»
ROMA
«Il governo è orientato a abolire la Robin Tax, anche se la social card resta e la nostra strategia non è modificata. Siamo preoccupati dalle eventuali ricadute negative della norma sui consumatori».
Lo afferma il presidente della commissione Finanze di Montecitorio Gianfranco Conte. «Il settore energetico - spiega Conte, facendo riferimento quindi alla disponibilità dell’Eni a versare 200 milioni di euro a favore delle famiglie italiane - è disponibile a fare la propria parte. Si sta lavorando a un’ipotesi che, data la complessità della norma, tenga conto delle esigenze delle fasce più deboli». «Il prelievo - prosegue il presidente della commissione Finanze - era funzionale a interventi come la social card, che resta confermata, ma possiamo riconsiderare la tassazione così come era stata sviluppata. Siamo preoccupati da un’eventuale ricaduta della norma sui consumatori e dalla complessità della della norma».
Preoccupazioni che hanno portato «a riconsiderare la norma ma questo non vuol dire - precisa Conte - che c’è una modifica della nostra strategia». Abolire la Robin Tax «è l’orientamento del governo», conclude quindi il deputato del Pdl.
Questo intervento è stato inserito da loriscosta.
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