Data di pubblicazione: 27 May 2008
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Confesso che, alla notizia dei premi vinti a Cannes da due film italiani che parlano, rispettivamente, di camorra e di mala politica, la mia prima reazione è stata: “Ecco, i soliti panni sporchi NON lavati in famiglia, il solito desiderio masochistico di sputtanarci - da soli - nel mondo”!
Poi ho ricacciato, come indegno, perchè profondamente becero e a-culturale, questo pensiero e ho gioito per questa vittoria del nostro cinema, della nostra cultura, che parrebbe sopravvissuta ad anni di cinema di Stato, capace di produrre solo film insulsi che mandano in estasi esclusivamente i loro autori e i politicanti (di sinistra), che li sovvenzionano (coi soldi di tutti noi) e ne ricavano la fedeltà politica dei beneficiati.
A conferma dei pensieri “alti” che, nella mia testa, hanno sostituito quelli beceri della mia prima reazione, mi sono trovato - poco fa - a leggere un bellissimo articolo dello scrittore Antonio Scurati su la Stampa di oggi.
Dice, in una forma compiuta e colta che io non saprei produrre, esattamente quel che pensavo, confusamente, io.
Non perdetevelo. Buona lettura!
Questo intervento è stato inserito da paraffo.
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