Data di pubblicazione: 4 August 2008
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Come quando fuori piove. No, non si tratta di poker. Come quando fuori piove e la nostra attenzione è attirata dai lampi, dalla pioggia che cade e dai rumori che intorno a noi si sentono, le olimpiadi di Pechino rappresentano una grande occasione per rimanere incollati a quella finestra sulla Cina, che tanto ci preoccupa. Guardando da dietro, infatti, è più facile ragionare, è più facile avere una percezione più critica degli eventi che non stando nel quadro ammirato. Nessuno nega gli orrendi crimini che la Cina perpetra non rispettando i diritti umani, o nei confronti del Tibet, ma è necessario guardare alla Cina. Guardare e non toccare, ma parlare, dialogare. L’occasione è delle più limpide e nitide. Un fallimento avrebbe effetti disastrosi. Ma perchè si rende necessario tutto questo? In primo luogo sussiste un fattore di tipo economico. La Cina si sta affermando come potenza mondiale, e gli effetti si sono visti con il fallimento del Doha Round. Il mondo che si sta configurando si staccherà (tranne l’Europa) sempre di più dalle dipendenze economiche e sociali degli Stati Uniti d’America, portando stati quali India, Cina ed altri ad assumere un ruolo determinate nella comunità Intrernazionale che, per altro, si è già manifestato proprio al Doha Round. Il dialogo in questo senso potrebbe servire a stringere patti commerciali assicurrando floridità e stabilità economica (a meno di congiunture sfavorevoli). Altro fattore che mi porta a vedere l’olimpiade come un occasione da non perdere è di tipo diplomatico. La etrina offerta dalle olimpiade permetterebbe a milioni di persone di sapere (anche sommariamente) quanto accade, mettendo la Cina in “grave imbarazzo internazionale”. La presenza quindi di leader internazionali di alto calibro potrebbe generare una pressione sui vertici cinesi. E’ tuttavia ovvio che la manifestazione sportiva non può essere e non sarà un panacea, però è molto importante che da essa derivi una prima avvisaglia di apertura. E l’apertura deve venire prima di tutto dall’Occidente. Se si boicottassero le Olimpiadi, di fatto, si alimenterebbe l’avversione verso il mondo occidentale dei cinesi, e di certo non possiamo proprio permetterci di offrire loro questo assist. Perchè? Semplicemente perchè la Cina ha una crescita demografica dieci volte superiore a quella europea, da sola conta più abitanti dell’intera europa e le sue richieste di energia e materie prime gettano nel panico le produzioni che non possono sopperire a tali richieste. E da una guerra per le risorse, l’Occidente potrebbe anche uscire sconfitto. In definitiva, credo che il boicottaggio sia da accantonare. E’ più importanti che si guardi alla Cina per spingerla ad essere un po’ più tollerante. E il muro contro muro non serve (quasi mai!).
Questo intervento è stato inserito da Tocqueville.
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