Contro il razzismo in piazza l’11 ottobre

Autore: robertalisi
Data di pubblicazione: 8 October 2008
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di Gloria Buffo

Nelle vene dell’Italia è tornato a scorrere il veleno del razzismo. In un mondo che ha bisogno di cambiare velocemente direzione allo sviluppo se vuole sopravvivere, che deve far dialogare cultura un tempo lontane e convivere donne e uomini di continenti lontani, in Italia c’è chi uccide delle persone per il coloro della pelle, aggredisce chi parla un’altra lingua, insulta chi non ha la pelle bianca.
Accade più di prima. E non può dirsi innocente chi dal governo nazionale e locale ha ispirato e ispira discorsi, scelte e politiche xenofobe con la vergognosa scusa di voler proteggere gli italiani. Ma i cittadini si proteggono dalla criminalità con politiche serie, non coi censimenti,e le impronte digitali, si aiutano nella convivenza, con l’integrazione, il contrasto al lavoro nero, la cultura dei diritti e non coi comizi volgari che sappiamo sulla paura dei diversi.
Questa destra non contrasta il razzismo, anzi spesso lo mutua, ma non basta a spiegarlo.
Come altrove in Europa, la paura del futuro, il peggioramento delle condizioni sociali di molti, la riduzione dei diritti e delle politiche pubbliche alimentano la ricerca di sicurezze retrive, di facili bersagli della propria frustrazione.
E poi c’è l’ignoranza, da sempre madre della xenofobia. E l’interesse di chi sfrutta meglio gli stranieri e il lavoro in condizioni di debolezza.
Di fronte a questo crogiolo di problemi, che sono poi quelli del nostro tempo, non è consentita alcuna indulgenza o debolezza verso i fenomeni razzisti. Non è un dato minore, non si può archiviare come bullismo, non è una normale guerra tra poveri: non capire che occorre il massimo dell’indignazione e della reazioni, è un errore che non è consentito.
Quella del contrasto al razzismo e alla xenofobia deve essere una campagna permanente.
Per questo Sinistra Democratica propone che la costituente per la sinistra metta al centro questo impegno, fatto di valori e di gesti concreti.
Una campagna forte, popolare, diffusa. Che nel corteo dell’11 ottobre deve segnare la sua prima tappa. Ad aprire la manifestazione ci devono essere gli immigrati. E le parole del corteo devono dire a tutti che di razzismo ci si è ammalati ma bisogna guarire subito.

Questo intervento è stato inserito da robertalisi.


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