Cara Sinistra non marciare sul posto

Autore: robertalisi
Data di pubblicazione: 22 October 2008
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di Carlo Famigni (Direzione Sinistra Democratica)

Nella riunione che si è tenuta a Roma sabato scorso, ho ritenuto di dover dare il mio appoggio alle iniziative proposte da Fava, convinto come sono che eventuali errori si possono correggere in corso d’opera e che uno dei difetti che la sinistra italiana ha dimostrato di possedere in questi ultimi decenni è stata appunto la tendenza a marciare sul posto, frenata abitualmente da una capacità confabulatoria che apparentemente resiste a tutte le critiche. Ho anche promesso che avrei mandato qualche appunto su quelli che ritengo momenti prioritari nel percorso verso la ricostituzione di un grande partito di sinistra.
Ho letto con attenzione il documento che ci è stato sottoposto e l’ho trovato carente in un punto, lo scarso apprezzamento dell’importanza della laicità, inaccettabile per un movimento che si ispira ai più importanti valori della sinistra storica. Credo che meriti un paragrafo un richiamo alla laicità dello stato, almeno nella parte che sottolinea la necessità dell’autonomia delle funzioni pubbliche e della società civile dalle ingerenze di qualsivoglia organizzazione confessionale nonché dalle direttive di tutti i poteri che si sono costituiti senza ricorrere alle regole imposte dalla democrazia (non so a chi si riferisse Abbagnano quando scrisse queste righe, mi piace pensare che avesse in mente massoneria e Opus Dei).
Sono molto turbato dal fatto che col passare del tempo e malgrado l’accumularsi degli errori e delle sciocchezze, il Presidente Berlusconi stia accumulando un vantaggio sempre più vistoso, sembra che attualmente goda delle simpatie del 60% degli italiani. Immagino che questa sia una conseguenza della mancanza attuale di una forma civile e politicamente apprezzabile di opposizione e penso che l’incapacità della sinistra parlamentare di mostrare agli italiani il vero, vergognoso volto dell’attuale governo giustifichi la scelta di un grande numero di vecchi compagni che si dichiarano indisponibili a votare alle prossime elezioni. D’altra parte era facile immaginare che cambiando così bruscamente e vistosamente il suo simbolo, passando cioè dalla falce e martello al cilicio e al martello, il PD non sarebbe stato in grado di esercitare un’azione critica efficace. Penso che sia sotto gli occhi di tutti l’imbarazzo dei suoi dirigenti quando si tratta di intervenire sui temi del lavoro, della laicità, della bioetica, dei diritti dei cittadini, della sanità, della scuola, della immigrazione, della sicurezza.
C’è dunque bisogno di una opposizione vera, onesta, trasparente, credibile, ferma, sui temi che ai cittadini sembrano al momento più importanti, e ritengo che il primo compito che dobbiamo affrontare sia proprio quello di mostrarci capaci di elaborare progetti di elevato valore morale e politico. Dunque serietà, trasparenza, innovazione.
Mi limito a un solo esempio, tra i molti che si potrebbero fare. Viviamo, penso che sia chiaro a tutti, in un Paese di stranieri morali, e prima o poi dovremo affrontare le conseguenze che questa convivenza inevitabilmente determina. Difficile ad esempio immaginare che i musulmani, ormai molto numerosi, continueranno a vivere la loro religione all’interno delle proprie case, o nelle povere moschee che ci siamo degnati di costruire per loro. Sono immaginabili quindi nuovi conflitti, simili a quelli di cui hanno fatto esperienza altri paesi europei, su temi di grande rilievo sociale, dalla famiglia alla scuola, al lavoro. Sarebbe molto utile per tutti se riuscissimo a costruire una grande camera di mediazione e di approfondimento, nella quale ammettere tutte le persone più sagge e credibili che in Italia rappresentano le differenti posizioni culturali e religiose, per affrontare i temi dei conflitti che si creeranno via via e insieme per assumere iniziative che possano facilitare l’incontro tra le culture. In un’epoca di conflitti di faglia, nella quale la ricerca dell’identità ha dato un nuovo rilievo alle religioni, la ricerca di mediazioni utili per la convivenza ha senso solo se affidata alle persone più rappresentative e carismatiche disponibili a ricercare strade per la crescita sociale di tutti coloro che vivono e lavorano nel Paese. Poiché non siamo un partito ma un movimento politico e culturale, ritengo che molte tra le persone migliori potrebbero rivelarsi sensibili al nostro appello.

Questo intervento è stato inserito da robertalisi.


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