Berlusconi è un pericolo per la democrazia: serve una forte opposizione, serve una grande sinistra di Luciano Pettinari

Autore: robertalisi
Data di pubblicazione: 30 September 2008
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La C.G.I.L. è (finalmente) tornata a manifestare contro il governo. Sabato scorso, in oltre 150 piazze, i lavoratori hanno dichiarato i loro “no” alle scelte del governo e, non a caso, proprio a partire da queste iniziative è cominciata la valutazione sulla possibilità di uno sciopero generale.
Anche la sinistra si prepara a tornare in piazza. Lo farà l’11 ottobre cercando di superare le tante difficoltà conseguenti alla sconfitta elettorale dello scorso aprile. Sarebbe ridicolo pensare a questa mobilitazione come alla panacea delle crisi della sinistra, ma può essere un segnale importante per la ripresa di una significativa opposizione al governo.
La piattaforma politica unitaria proposta da centinaia di intellettuali, sindacalisti, associazioni ed esponenti dei partiti va proprio in questa direzione.
In questo quadro, il Partito Democratico, che ha indetto una sua manifestazione per il 25 di ottobre, è alla ricerca di motivazioni forti per dare senso alla propria iniziativa.
Non è positivo che di fronte alla politica di questo governo il PD non abbia ritenuto utile mettersi a disposizione per una grande iniziativa unitaria. Sinistra Democratica lo ha proposto a Veltroni, ma la risposta è stata negativa. Perché?
Innanzitutto per il fatto che il PD continua ad essere prigioniero della logica dell’autosufficienza. Così è stato in campagna elettorale con il prevedibile risultato della sconfitta di tutto il centrosinistra e così continua ad esserlo malgrado la sempre più evidente debolezza di questa posizione.
Il PD ha indetto la manifestazione del 25 per rilanciarsi e cercare di ritrovare almeno un po’ di quell’orgoglio di partito che è andato scomparendo, nelle nebbie dei quotidiani scontri tra le diverse correnti, già dal giorno successivo alle primarie che hanno incoronato Veltroni.
Quella del 25 ottobre è una manifestazione nata senza piattaforma e obiettivi politici dichiarati e proprio per ovviare a questo limite in questi giorni il leader del PD ha lanciato pesantissimi attacchi al governo. “Berlusconi – ha detto Veltroni- è un pericolo per la democrazia italiana”. Il giudizio è assolutamente condivisibile. Occorre però ricordare al PD che subito dopo le elezioni proprio Veltroni parlò di legislatura costituente. Il PD aveva cioè pensato che fosse praticabile, con questo governo, avviare una fase di riforme condivise e anziché praticare l’opposizione per lunghi mesi ha discettato di dialogo con il governo. Sono oggi ben evidenti i vantaggi procurati al governo da questo atteggiamento e altresì i danni e l’isolamento per quanti si stanno impegnando per l’opposizione al governo.
Ora, ben venga questo nuovo giudizio sul governo che si spera non sia dettato principalmente dal dover motivare una manifestazione che se saprà andare oltre le necessità interne del PD, può essere uno dei momenti di avvio di quella nuova fase di opposizione al governo di cui il paese ha certamente bisogno. La condizione è che l’impegno prosegua anche dopo le mobilitazioni di ottobre. Le palesi difficoltà interne e i tentennamenti costanti del PD, rendono però e comunque sempre più necessario il protagonismo di una sinistra capace di incidere profondamente anche nei confronti delle contraddizioni del Partito Democratico.
E’ evidente che questo ruolo non può essere svolto da quella sinistra uscita così malconcia dall’esperienza dell’Arcobaleno ed è per questo che il processo costituente per una nuova forza della sinistra, formalmente avviato il 20 settembre e proseguito con l’assemblea dell’area di Rifondazione per la Sinistra del 27, deve procedere con determinazione e fare i conti con i tempi della politica e delle scadenze da essa imposte e non con quelli, sensibilmente più lunghi e tortuosi, delle necessità delle forze politiche.

Questo intervento è stato inserito da robertalisi.


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